Mario Tretola è il nuovo presidente regionale delle Acli Piemonte

Le ACLI regionali del Piemonte hanno un nuovo presidente: è il cuneese Mario Tretola, già vicepresidente regionale, insegnante di matematica in pensione, da sempre impegnato nell’Ipsia, Istituto pace, sviluppo, innovazione ACLI, e attivo nelle ACLI a vari livelli sia provinciali che nazionali. Tretola è stato eletto dal Consiglio Regionale scaturito dal XIV Congresso Regionale che si è riunito, in via telematica, Lunedì 25 Gennaio.

Nel corso dell’elezione il neo Presidente Tretola ha ringraziato il Presidente uscente Massimo Tarasco e tutto il gruppo dirigente che lo ha candidato unitariamente.

“Innanzitutto intendo continuare” – ha dichiarato Tretola – “l’impegno del precedente consiglio che ha portato oggi, in un tempo ancora sospeso da questa pandemia, le Acli del Piemonte a fare fronte comune nelle differenti province attraverso i suoi circoli e le associazioni specifiche che le compongono, esprimendo concretamente solidarietà e cura nei confronti di tante, troppe persone in difficoltà.

E’ un valore fondante le Acli quello di essere presidio di socialità e di solidarietà nei territori. Da molti anni questo valore lo traduciamo in servizi per le persone, partecipando attivamente alla realtà sociale, economica, politica in cui viviamo, per fecondarla dei valori in cui crediamo e che insieme cerchiamo di praticare.”

“Oggi, con la pandemia, le Acli si sono impegnate sui territori e stanno cercando di sperimentare una società inedita che veda anche il futuro per la nostra associazione che ha ormai 77 anni e che ha bisogno di fare un passo avanti. Questo passo avanti io penso che si possa fare con 3 attenzioni, con un comune denominatore che rappresenta i valori delle Acli.

Il primo elemento importante per costruire una società inedita è quello di prendere coscienza di questa situazione, dando una risposta di condivisione, come è stata espressa da tante realtà;

il secondo elemento è quello della cura, cercando di smettere di confondere il valore con il prezzo: un uomo vale per quello che è non per quanto danaro ha.

Infine il terzo elemento è il coraggio, che significa sostanzialmente impegnarsi perché tutti abbiano le stesse opportunità, tutti abbiano la possibilità di esprimere la loro vita in maniera generativa e creativa.”

Questo è l’impegno delle Acli: in molti circoli – continua il Presidente Tretola – le persone che fanno esperienze di Acli fanno anche esperienza di comunità, di creazione di relazioni sociali, quelle relazioni che ci sono mancate durante il distanziamento, ma che sono un modo di essere, un modo di vivere.

Non siamo in guerra ma siamo in cura, dobbiamo curare le nostre relazioni, avere cura dell’altro e, di riflesso, avremo cura anche di noi. La cura ha bisogno di forza, di coraggio e tenacia. Sono artefici di cura tutti i medici, gli infermieri, il personale paramedico, ma lo sono anche i lavoratori e le lavoratrici e gli operatori sociali che si impegnano nel volontariato a favore dei poveri, dei senza fissa dimora, degli immigrati, degli emarginati, dei carcerati, delle vittime delle violenze domestiche e delle guerre.

Il futuro sarà segnato da quanto saremo capaci come persone, come Acli, come associazione, come esperienze che stanno nascendo e maturando, di vivere questi giorni difficili anticipando di fatto un altro mondo possibile.”

Comunicato Stampa ACLI

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