Giudizio di coscienza sul Decreto Sicurezza – Comunicato Agesci Piemonte

AGESCI Piemonte, realtà che promuove l’inclusione e l’accoglienza attraverso l’attività educativa rivolta ai bambini e giovani, condivide le numerose e crescenti preoccupazioni emergenti per gli effetti del Decreto Sicurezza, proposto dal Governo ed approvato dal Parlamento. Tante sono le concrete preoccupazioni di molte Amministrazioni Comunali, indipendentemente dal colore politico, arrivando perfino ad iniziative di “disobbedienza civile”. Molti cittadini stranieri residenti da diversi anni nel nostro Paese rischiano a breve di essere privati di assistenza di base e diritti, diritti fondamentali difesi dalla nostra Costituzione. Al contempo la “sicurezza”, tanto ricercata, non solo sarebbe a rischio per persone straniere private di riferimenti, quindi allo sbando, ma anche per i cittadini italiani, minando i processi di integrazione avviati nei territori.

Come educatori cristiani condividiamo le parole del cardinale Bagnasco, già Presidente della CEI: nessuno vuole essere sovversivo “ma ci sono problemi che
richiedono giudizi di coscienza”. Riteniamo necessario rivedere il Decreto ed appare una buona strada la possibilità di ricorso alla Corte Costituzionale, che
anche la Regione Piemonte sta valutando. Il Decreto va in direzione opposta alla legge piemontese approvata contro ogni forma di discriminazione e per la parità di trattamento nelle materie di competenza regionale (L.R. n.5 del 23 marzo 2016), che applica invece i principi costituzionali, permettendo di garantire tutele indispensabili in particolare ai soggetti più deboli.

Il Consiglio regionale dell’Agesci Piemonte

Torino, 6 gennaio 2019 – Epifania del Signore, salvezza per tutti i popoli

(fonte www.piemonte.agesci.it)

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