ARCI: Per un “Piemonte più sociale” il Documento Unico Strategico 2021-2027 valorizzi associazionismo e Terzo Settore

ARCI Piemonte ha partecipato alla Consultazione del partenariato promossa dalle Regione Piemonte per la programmazione europea 2021-2027 e per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR in Piemonte, insieme al Forum del Terzo Settore in Piemonte e con un proprio contributo programmatico.

Riteniamo fondamentale per la costruzione di un “Piemonte più sociale” (OP4 – Piemonte più sociale: occupazione, competenze e inclusione) che il Documento Strategico Unitario (DSU) valorizzi in modo strutturale le reti associative e gli Enti del Terzo Settore.

Intendiamo promuovere un modello di sviluppo inclusivo capace di ridurre le diseguaglianze tra persone e territori, centrato sulla persona, dove l’economia è a servizio dei cittadini.
Gli Enti del Terzo Settore, attraverso le proprie pratiche partecipative, producono fiducia e capitale sociale e hanno pertanto un ruolo importante nella creazione locale di una Economia Sociale in linea con gli SDgS dell’Agenda 2030.

Riguardo alle azioni specifiche finalizzate a rafforzare la Cultura, riteniamo importante richiamare i principi della Legge regionale n. 11 del 01 agosto 2018, secondo i quali: “La Regione riconosce e considera la cultura, in tutti i suoi aspetti, generi e manifestazioni, come valore essenziale e strumento fondamentale di crescita umana, di libera espressione, mezzo di promozione ed educazione sociale, di comunicazione, di insostituibile valore sociale e formativo, in particolare per le giovani generazioni, e quale fattore di sviluppo economico e sociale del territorio e delle comunità che lo abitano”.

Come evidenziato dal DSU (capitolo 2.1) “L’emergenza del Covid-19 colpisce gravemente il Piemonte”, ma non tutti i settori sono colpiti allo stesso modo, cultura e ricreazione sono indubbiamente fra i settori più colpiti e l’orizzonte per una riapertura delle attività di circoli e centri culturali, ricreativi e sociali si allontana di decreto in decreto.
In questo campo le attività economiche delle associazioni e degli enti del Terzo Settore in genere hanno patito quanto quelle delle imprese profit, ma sono spesso risultate escluse da specifici provvedimenti di ristoro o di sostegno, a tutela della continuità delle tantissime attività ed eventi che ogni anno coinvolgono decine di migliaia di cittadini piemontesi, delle sedi associative e degli spazi culturali gestiti, dei posti di lavoro e delle occasioni di partecipazione e impegno civico.
Fra le misure contenute nel DSU in favore della cultura occorre prevedere anche misure che favoriscano lo sviluppo degli ETS culturali e delle Attività di interesse generale di cui all’art. 5 del Codice del Terzo Settore, lettere:
d) attività culturali di interesse sociale con finalità educativa:
f) interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio;
i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale;
k) organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale;
l) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;
z) riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

“Auspichiamo – dichiara il presidente di ARCI Piemonte Gabriele Moroni – che il dialogo della Regione Piemonte con il Terzo Settore prosegua anche dopo questa fase di consultazione, e che la Regione recepisca le sollecitazioni pervenute da associazioni ed ETS che, anche in questa fase di particolare crisi, stanno svolgendo un ruolo importante nella costruzione di risposte concrete ai bisogni delle comunità”.

Torino, 2 aprile 2021

 

Comunicato Stampa ARCI Piemonte

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